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Appello all’Ordine, al Parlamento e a Facebook: basta con i siti che diffondono falsità

Appello all’Ordine, al Parlamento e a Facebook: basta con i siti che diffondono falsità
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Da tempo i social media sono invasi da notizie false pubblicate da siti di dubbia natura, il cui unico scopo appare quello di inventare titoli più eclatanti possibile (spesso addirittura inventando gravi fatti di cronaca legati a immigrati, sesso, droga o personaggi pubblici) per acquisire clic sfruttando la credulità popolare. Queste “notizie”, in pochi minuti, fanno il giro d’Italia e della rete, saltellando da una bacheca all’altra di Facebook. E mettono in serio pericolo la verità dei fatti e la credibilità dei media.

In una recente intervista, riferendosi a questo fenomeno, il proprietario di Facebook Mark Zuckerberg ha dichiarato: “A parte le violazioni delle regole però, non possiamo bloccare contenuti per il semplice fatto che sono falsi: questo violerebbe la stessa libertà d’espressione che promuoviamo”. Evidenziamo che scrivere un commento a una notizia è libertà d’espressione, così come lo è interpretare in buona fede un fatto. Ma pubblicare una notizia completamente falsa – come fanno alcuni siti in maniera sistematica e deliberata – è altra cosa rispetto a un diritto che va tutelato in ogni modo.

Per tale ragione ci appelliamo all’Ordine dei Giornalisti, al Parlamento e a Facebook perché si attivino il prima possibile – ciascuno per quanto di sua competenza – per fermare questo fenomeno.

Invitiamo i colleghi giornalisti e gli aderenti alla community – nell’interesse della credibilità della categoria – a dare massima diffusione a questo appello.

 

www.giornalistisocial.it
(la più grande community di giornalisti italiani sui social)

APPENDICE: PROPOSTE CONCRETE ALL’ORDINE DEI GIORNALISTI

L’Ordine dei giornalisti, tramite il presidente Enzo Iacopino, potrebbe attivarsi in diversi modi per arginare il fenomeno. Avanziamo alcune proposte concrete.

– Pubblicare sul sito ufficiale dell’Ordine (www.odg.it) un elenco dei siti internet che pubblicano sistematicamente “notizie” false;

– Presentare esposti alla magistratura contro le testate che diffondono regolarmente false notizie (per esercizio abusivo della professione giornalistica);

– Fare pressioni su Parlamento e Facebook perché si attivino per arrivare in tempi rapidi a una soluzione.

 A QUESTO LINK E’ POSSIBILE FIRMARE LA PETIZIONE LANCIATA TRAMITE CHANGE.ORG. CONDIVIDIAMO IL PIU’ POSSIBILE!

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