Share This Post

Editoria / Riflessioni / Tv

Amadori? Un esempio di come non si risponde a Report

Amadori? Un esempio di come non si risponde a Report
Spread the love

Report, domenica, ha dedicato un servizio ad Amadori: uno dei marchi più noti d’Italia nel settore alimentare. Dal tubo catodico l’azienda è uscita ovviamente con le ossa rotte (potere dei media), perché le immagini hanno mostrato una realtà ben diversa da quella – rosea, anzi rosa – immaginata dai tanti consumatori che scelgono le carni confezionate (qui il video).

Forse quelle immagini avrebbero potuto essere le stesse per i concorrenti di Amadori, forse no. GiornalistiSocial.it non vuole entrare nel dettaglio delle accuse di Report. Ma qualche riflessione su come è stata affrontata a livello comunicativo l’emergenza da parte di Amadori va fatta.

La replica dell’azienda (che riportiamo integralmente in calce a questo articolo) ha seguito un copione preciso: come sempre è colpa dei giornalisti perché hanno dato una visione parziale dei fatti, perché le immagini sono (sarebbero) vecchie di sei mesi, i topi negli allevamenti in campagna non si possono debellare etc etc etc.Tutto vero, forse. Ma poco importa.

Il comunicato è un elencone di recriminazioni e precisazioni che certo leggeranno in pochi e non rimarrà nella memoria dei consumatori che hanno guardato la trasmissione televisiva, né darà loro un’immagine più forte delle immagini del piccolo schermo. E’ il potere delle emozioni contro quello delle parole, in cui il secondo perde sempre. Fino ad oggi soltanto in un caso l’azienda finita nel mirino di Report è riuscita ad evitare il peggio: Eni, che ha risposto in tempo reale alle accuse su Twitter con infografiche e dati, creando un vero caso comunicativo. Amadori prenda nota.

PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ (BIBLIOTECA DI EBOOK SUL GIORNALISMO, CONVENZIONI, FORUM E ALTRO) REGISTRATEVI CLICCANDO QUI!

Schermata-2016-05-30-alle-16.17.15

Cesena, lunedì 30 maggio 2016

Oggetto: precisazioni in merito al servizio di Report andato in onda su Rai 3

In seguito al servizio andato in onda su Report domenica 29 maggio su Rai 3, la nostra azienda è sconcertata per la visione assolutamente parziale e scorretta offerta dalla trasmissione rispetto al suo operato. Ritiene pertanto doveroso fornire una serie di precisazioni.

– Le immagini all’interno dell’allevamento di suini sono state girate oltre 6 mesi fa, in una struttura datata compresa all’interno di un piano aziendale di ristrutturazione e che già oggi è completamente ristrutturata. Le riprese hanno in oggetto principalmente un locale isolato rispetto al resto della struttura, destinato al ricovero di animali che hanno manifestato dei problemi, come la legge prevede per ogni allevamento. Sono quindi immagini che non rappresentano in maniera veritiera il nostro sistema d’allevamento.

– La presenza di topi in allevamento, specialmente nelle ore notturne, come evidenziato dalle immagini, è certamente un problema che impegna tutti gli allevatori: la nostra azienda investe notevoli risorse per mettere in atto piani di derattizzazione concordati e verificati regolarmente dalle ASL, ma è evidente che all’interno degli allevamenti di suini in piena campagna è difficile riuscire ad eliminare completamente la presenza di topi, anche se questo non ci impedisce di andare alla ricerca di metodi sempre più efficaci per ridurre al minimo il problema.

– Indagheremo e prenderemo provvedimenti rispetto all’episodio non conforme adottato dall’operatore all’interno dell’allevamento riportato nel servizio e riverificheremo le procedure di controllo messe in atto per evitare il loro accadimento. Il caso è assolutamente isolato: sottolineiamo che esiste un piano di formazione ampio e strutturato che coinvolge tutti gli oltre 1.300 operatori del settore zootecnico, che lavorano con gli animali lungo l’intera filiera.

– L’azienda ha attivato da anni un piano di investimenti significativo per rimodernare e ristrutturare gli allevamenti pre-esistenti, e adeguarli ai più recenti standard di benessere animale e di biosicurezza. Ribadiamo comunque che tutti gli allevamenti della nostra azienda rispettano le normative europee e italiane sul benessere animale, e sono sottoposti a controlli regolari effettuati da veterinari interni ed esterni all’azienda.

– Per quanto riguarda gli antibiotici, ricordiamo che la nostra azienda ricorre al loro uso solo a scopo curativo, mai preventivo, e solo nei casi ove sia strettamente necessario, individuati in accordo coi veterinari, secondo i limiti e i vincoli imposti dalla vigente normativa. In casi di utilizzo di antibiotico, gli animali vengono avviati alla macellazione solo dopo il superamento del “periodo di sospensione”, cioè il tempo necessario affinché il farmaco sia smaltito prima che l’animale venga avviato alla macellazione e quindi al consumo, condizione che viene puntualmente verificata dai veterinari pubblici, sia in allevamento, sia in fase di macellazione. In ogni caso, la nostra scelta è quella di allungare sempre il tempo di sospensione richiesto dalla normativa.

– Anche i risultati del Piano Nazionale Residui (PNR) del Ministero della Salute, piano di campionamento e analisi effettuato dalle Asl con lo scopo di verificare che i farmaci veterinari siano utilizzati correttamente secondo le norme nazionali e comunitarie, confermano che nelle produzioni zootecniche italiane non ci sono problematiche rilevanti per quanto riguarda residui di antibiotici pericolosi per l’uomo. Nella crescita dei nostri animali non utilizziamo antibiotici promotori della crescita: il loro utilizzo è vietato dal 1 gennaio 2006 su tutto il territorio europeo.

La nostra azienda, contrariamente a quanto emerso dal servizio, è in realtà una delle eccellenze nel settore zootecnico italiano, e ha preso impegni che vanno anche oltre a quanto richiesto dalla normativa. Ad esempio, il nostro piano di riduzione degli antibiotici negli ultimi 3 anni ci ha consentito di ridurne l’uso nella filiera pollo e tacchino di circa il 50%. Siamo i primi in Italia nell’allevamento di polli all’aperto, con oltre 100 allevamenti in Puglia, abbiamo scelto di ridurre volontariamente la densità negli allevamenti di polli, in alcune nostre linee. Abbiamo un piano di formazione ampio e strutturato rivolto a tutti gli operatori: a partire da gennaio 2014 sono oltre 230 i dipendenti che hanno ottenuto il patentino europeo per il benessere animale, rilasciato in seguito al corso di formazione organizzato in collaborazione con le Asl e le Regioni.

La redazione di Report è entrata all’interno degli allevamenti illegalmente, senza autorizzazione, ha contattato la nostra azienda solo dopo essere già entrata all’interno della proprietà privata: questa modalità di recupero di documentazione ci è sembrata fortemente scorretta e per questo abbiamo deciso di non rilasciare alcuna intervista. Avremmo volentieri affrontato queste tematiche con la redazione di Report, come facciamo regolarmente con chi ce lo chiede. Ma le modalità con cui sono state svolte le riprese, e l’impossibilità di intervenire in diretta, non ci hanno messo nelle condizioni di renderci disponibili in maniera fiduciosa.

Siamo sconcertati dalla visione assolutamente parziale e scorretta del nostro operato rappresentata da Report, pertanto valuteremo eventuali azioni.

La nostra azienda, dove tutti i giorni lavorano con impegno e passione oltre 7.400 persone, intende proseguire la propria attività in un’ottica di miglioramento continuo, di investimenti sul territorio e di attenzione al consumatore.

La Direzione aziendale

 

Share This Post

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.

Lost Password

Register