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A Milano un corso per i freelance… giornalisti, commercialisti e avvocati

A Milano un corso per i freelance… giornalisti, commercialisti e avvocati
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di Fabio Benati* – Se all’improvviso – o quasi – qualcuno tra noi giornalisti dovesse “rimanere per strada” e volesse reinventarsi una professione, da dove partirebbe? Come si apre una partita Iva e quando conviene farlo? Quali possibilità ci sono per chi si propone, oggi, come comunicatore digitale e soprattutto quali competenze sono richieste?

Per rispondere a queste domande è stato organizzato il corso, primo del suo genere con tre Ordini professionali coinvolti, organizzato sabato 16 settembre a Palazzo Lombardia.

Un corso pensato, modulato e rivolto principalmente a chi, rimasto disoccupato, inoccupato, espulso dal sistema, oppure avendo intrapreso la professione come free lance, o in cooperativa insieme ad altri colleghi – abbia la necessità di reinventarsi una professione e tentare la carta dell’autoimprenditorialità.

Per la prima volta, un evento formativo consente l’acquisizione di crediti agli iscritti ai tre Ordini professionali di appartenenza; giornalisti, commercialisti e avvocati.

Per la prima volta, sono state invitate le imprese a illustrare ai giornalisti le necessità di comunicazione che finora non hanno avuto modo di soddisfare e offriranno quindi l’opportunità di individuare i profili professionali che meglio rispondono a queste esigenze.

Per la prima volta, sono stati pensati workshop pomeridiani in cui, a piccoli gruppi, i giornalisti partecipanti potranno – seguiti da un dottore commercialista coordinatore d’aula (le aule saranno 5) –  simulare l’avvio di una impresa di comunicazione e percorrere virtualmente le tappe che consentiranno di funzionare a pieno regime. Un percorso utile anche a commercialisti e ad avvocati che possono approfondire tematiche e problematiche legate alle attività svolte dai giornalisti.

Durante i lavori del mattino, dalle 9.30 alle 14, l’Ordine dei commercialisti offrirà consigli su come si apre una partita Iva, come la si gestisce, quali sono gli obblighi cui far fronte, darà un quadro aggiornato sul sistema con le principali norme in vigore e alle quali fare riferimento.

L’Ordine degli avvocati di Milano offrirà indicazioni con taglio modulato sugli aspetti che gli competono: recupero crediti, cosa fare in caso di richieste di posticipo dei pagamenti, come segnalare comportamenti – da parte dei clienti – non conformi alle norme.

Nel corso dei lavori saranno illustrate le prospettive che si possono aprire con le Stp (Società tra professionisti), strumento fino ad oggi poco utilizzato.

I giornalisti relatori avranno il compito di far percepire il lavoro e l’importanza della comunicazione digitale, la presenza sui social networks, gli strumenti di misurazione della propria presenza sul web e gli eventuali correttivi da apportare in corso d’opera alla strategia stabilita inizialmente.

Nel pomeriggio, nelle quattro sale attigue alla principale e in una parte di questa, con capienza intorno alle 50 persone ciascuna, sono in programma workshop operativi in cui i partecipanti vengono invitati a svolgere simulazione pratiche su come si inizia a fare impresa partendo da zero. Il coordinamento di ogni aula è affidato un Dottore Commercialista che seguirà “passo-passo” chi parteciperà a questo laboratorio/esercitazione.

Fa da sfondo a tutto questo quanto emerso dagli Stati Generali dell’Informazione in Lombardia (http://www.odg.mi.it/sites/default/files/stati_generali_esito_tavoli_tematici_ok.pdf). Nella due giorni che si è svolta il 22-23 aprile scorso al Palazzo delle Stelline, promossa dall’assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia Cristina Cappellini, l’assessore regionale all’Economia, Crescita e Semplificazione Massimo Garavaglia, ha assunto l’impegno di individuare strumenti di sostegno per una formazione digitale di qualità e per le reti di imprese, con specifico riferimento a quelle create da giornalisti e professionisti della comunicazione.

Sullo sfondo, i dati diffusi a inizio anno dal ‘Rapporto LSDI sul giornalismo in Italia’ che produce una fotografia dello stato dell’arte aggiornato al 2015 (http://www.fnsi.it/upload/70/70efdf2ec9b086079795c442636b55fb/5be27e3681be79383d58ebc99464554d.pdf).

Dai dati si evince che la maggiore concentrazione di lavoro autonomo è in Lombardia e nel Lazio che, tuttavia, anche nel 2015 non vedono incrementi significativi negli iscritti (rispettivamente +1,3% e +2,8%) rispetto ad altre Regioni come la Puglia (+5%), la Campania (+4,3%) e la Calabria (+4,2%). L’ unica circoscrizione con percentuale negativa è il Friuli-Venezia Giulia, con uno 0,1%.

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Per numero di iscritti comunque resta sempre in testa la Lombardia con 9.224 giornalisti (erano 9.107 nel 2014 e 8.722 nel 2013), seguita dal Lazio con 6.876 iscritti (6.689 nel 2014 e 6.456 nel 2013).

Lombardia e Lazio rappresentano rispettivamente il 22,4% (22,5% nel 2014) e il 16,7% (erano 16,5% nel 2014) dei 41.188 giornalisti che facevano lavoro autonomo e complessivamente costituiscono quindi il 39,1% degli iscritti all’ Inpgi2.

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*Componente Osservatorio Deontologia Consiglio Nazionale Ordine Giornalisti

A QUESTO LINK IL PROGRAMMA COMPLETO DEL CORSO (300 kb)

PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ (BIBLIOTECA DI EBOOK SUL GIORNALISMO, CONVENZIONI, FORUM E ALTRO) REGISTRATEVI CLICCANDO QUI

 

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