Bilanci

Giornalismo e social, ecco in anteprima la prima ricerca Audit italian press

“Audit Italian Press”: si è conclusa almeno per il 2017 l’indagine qualitativa dell’Istituto Ixè con il supporto di Encanto Public Relations e della comunity GiornalistiSocial, la prima fotografia di come i giornalisti italiani utilizzano i social network nel loro lavoro. I giornalisti intervistati – un campione di 300 professionisti – utilizzano mediamente 3.4 social network diversi. Il social più utilizzato, da oltre 9 giornalisti su 10 è Facebook, seguito da Twitter, oltre 8 giornalisti su 10; YouTube è frequentato da meno di 6 giornalisti su 10, Linkedin e Instagram sono utilizzati da meno della metà dei professionisti. Il 91% dei giornalisti italiani dichiara di utilizzare Facebook per raccogliere informazioni: per il monitoraggio dell’opinione pubblica, la ricerca di stor...

Da giovedì on line i risultati dell’indagine GiornalistiSocial/Encanto/Ixè

Da giovedì 8 giugno sarà disponibile on line su GiornalistiSocial.it l’indagine promossa dalla nostra comunità in collaborazione con Encanto e l’Istituto Ixè. La ricerca si basa su un campione di diverse centinaia di giornalisti (dopo un primo esame qualitativo su un campione ridotto) e punta a fotografare il rapporto tra gli operatori dei media e i social. I risultati della prima edizione di Audit Italian Press saranno presentati alle 12 al punto Enel di via Broletto 44/a a Milano. Saranno presenti Andrea Tortelli (giornalista, editore e community manager di GiornalistiSocial.it), Roberto Gazzini (titolare di Encanto Public Relations) e Margherita Sartorio Mengotti (amministratore delegato di Ixè), oltre a diversi colleghi di importanti uffici stampa e primarie testate naziona...

Sole 24 Ore, il Cdr a Confindustria: 70 milioni non bastano

«Abbiamo accolto con fortissima preoccupazione le conclusioni dell’ultimo consiglio di amministrazione del Sole 24 Ore. Un numero per tutti, la perdita di 92 milioni registrata nel 2016. Quanto stridente rispetto all’entusiastico storytelling aziendale con cui lo stesso 2016 era iniziato, culminato nelle celebrazioni per i 150 anni la scorsa primavera. Una perdita record che porta il volume complessivo del rosso, dal 2009, oltre quota 350 milioni». È quanto scrive il Comitato di redazione del quotidiano di Confindustria in una nota pubblicata sul giornale e sul sito web. «Una situazione drammatica – prosegue la nota – che ha condotto la società sull’orlo del fallimento e si sarebbe oltretutto manifestata già anni fa senza le iniezioni di liquidità della quotazione e della vendita del...

Il nuovo rapporto di Lsdi sullo stato di salute del giornalismo in Italia dice che…

Quando un post vale un’annata, tremano i polsi mentre si scrive, e diventa davvero difficile rimanere “scienziati”, anche perchè si parla di noi, della nostra professione, del comparto editoriale e del mondo dell’informazione. Del resto il rapporto è solo un insieme di numeri, un lavoro certosino svolto ogni anno dal 2009 dal nostro fondatore e mentore Pino Rea in accordo con tutte le istituzioni del giornalismo italiano. Ma prima di lasciare a lui e ai numeri del rapporto il compito di raccontare un altro anno certamente non esaltante per il mondo del giornalismo nostrano, vorremmo provare a riassumere in qualche frase la ridda di avvenimenti che ha caratterizzato l’anno 2016 nel comparto dell’editoria d’informazione. Molte cose sono accadute dalla crisi del Sole 24 ore, al recentissimo p...

Caso l’Unità, il Cdr denuncia: «Vogliono far morire il giornale». La Fnsi: «Ormai è questione di ordine pubblico, il Pd intervenga»

«”Quando la scure si abbatterà su di voi, la morte avrà la mia faccia”. Con queste parole l’Amministratore delegato de l’Unità srl, Guido Stefanelli, si è rivolto a un membro del Cdr che gli chiedeva un incontro. A questo siamo precipitati. A un degrado ignobile non solo delle relazioni sindacali ma di quelle umane. Questo è il clima avvelenato a quattro giorni dal 1° febbraio, quando l’assemblea dei soci dovrà decidere la ricapitalizzazione o la messa in liquidazione del giornale». Chi oggi acquista l’Unità trova in prima pagina queste parole: le parole pronunciate dall’Ad della società editrice e riportate in un comunicato del Cdr. Parole gravi e violente che il sindacato dei giornalisti italiani stigmatizza con forza. «Quanto sta accadendo a l’Unità travali...

Pubblicità, l’on line cresce. Ma resta dietro alla televisione

La pubblicità online cresce. Ma non cresce più a doppia cifra. La previsione di chiusura del 2016 – secondo i dati Audiweb – è infatti del 9%: un incremento un po’ sotto le attese. Il web in Italia vale comunque 2,3 miliardi di euro: circa un terzo del mercato, che complessivamente aumenta di quasi il 3 per cento. Il primo media per raccolta pubblicitaria rimane comunque la televisione, che assorbe ancora il 50% delle risorse. Negli altri grandi mercati europei l’online è ormai al primo posto, mentre nel 2016 in Italia la tv (grazie ad eventi come le Olimpiadi e egli Europei di calcio) avanza proprio a discapito del web. Ma il futuro è tracciato e questa situazione non durerà ancora a lungo… PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ (BIBLIOTECA DI EBOOK...

Al “Sole 24 Ore” i giornalisti attuano lo sciopero delle firme

Sciopero delle firme dei giornalisti del “Sole 24 Ore” sul quotidiano e sul sito internet. A proclamarlo è stato il Comitato di Redazione dopo aver letto un passaggio della lettera di presentazione a tutti i dipendenti del neo amministratore delegato del “Gruppo 24 Ore”, Franco Moscetti: «Questo è un gruppo con una spiccata peculiarità, trattandosi di un’azienda editoriale. Animata dunque da una componente essenziale e fortemente specializzata come quella dei giornalisti. Sarà mio impegno pertanto stabilire insieme a chi guida questa fondamentale componente aziendale, il direttore Roberto Napoletano, un percorso comune di risanamento, rilancio e sviluppo del Sole 24 Ore nella sua interezza. Per la verità abbiamo già cominciato a confrontarci. Senza intesa e, sopratt...

Editoria, studio Mediobanca: in 5 anni persi il 32% dei ricavi e 4500 posti di lavoro

In cinque anni, dal 2011 al 2015, i principali nove gruppi editoriali italiani hanno perso il 32,6% del fatturato (-1,8 miliardi), cumulato perdite nette per due miliardi e ridotto la forza lavoro di oltre 4.500 unità, con un trend scendente che starebbe proseguendo anche quest’anno. Lo afferma il report annuale sul settore dell’ufficio studi Mediobanca sul settore. In cinque anni le vendite di quotidiani sono scese di un milione di copie: da 2,8 a 1,8 milioni totali (-34%). Secondo lo studio, disponibile sul sito web dell’ufficio studi di Mediobanca, Cairo Editore e L’Espresso sono in utile nel quinquennio 2011-15 e Mondadori è vista tornare a un risultato positivo quest’anno. La redditività operativa del settore editoriale resta inferiore a quella della manifattur...

Metro: l’editore annuncia chiusure e tagli, i giornalisti affidano al Cdr 10 giorni di sciopero

L’editore di Metro, Mario Farina, ha esposto al Cdr il piano di ristrutturazione che intende formalizzare al tavolo sindacale alla presenza delle parti nazionali: chiusura della redazione di Milano e dimezzamento dell’organico, da 16 a 8 giornalisti, attraverso un uso massiccio della cassa integrazione a zero ore. Immediata le reazione dei giornalisti che, disponibili a trattare su basi accettabili, respingono risolutamente proposte che, se attuate, sarebbero devastanti e senza ritorno. Per questa ragione, l’assemblea dei giornalisti ha deciso di entrare da subito in stato di agitazione e di affidare al Cdr un pacchetto di dieci giorni di sciopero. «Quello dell’editore di Metro – protesta l’assemblea dei giornalisti – è un piano senza precedenti, che giunge al termine di ...

Sole 24 Ore, la svolta che ci si attende da Fossa

Le possibili dimissioni di Gabriele Del Torchio, gli esposti di Adusbef e di un gruppo di giornalisti, la magistratura che indaga sull’ipotesi di falso in bilancio, la Consob che cerca documenti e la Guardia di Finanza che mette all’aria i cassetti degli uffici non sono certamente le “nubi momentanee” del Sole 24 Ore di cui Luigi Zingales scrive sul giornale di domenica scorsa. La bufera giudiziaria che si prevede lunga e devastante si intreccia con i conti in rosso, l’indebitamento massiccio e le prevedibili proteste che seguiranno alla non rinviabile ristrutturazione (licenziamento) di un personale pletorico, costoso e privilegiato, che supera le mille unità. Le vicende a catena che da qualche settimana si stanno sovrapponendo l’una all’altra sembrano dover mettere fretta ai nuovi ...

La pubblicità va bene, tranne che sulla carta stampata

La pubblicità va abbastanza bene, tranne quella cartacea. E’ quanto emerge da un’indagine Nielsen che conferma il trend positivo del 2016 per la raccolta pubblicitaria: nei primi cinque mesi dell’anno, infatti, gli investimenti sono cresciuti del 2,7 per cento. Del 4,3 se si sommano anche gli introiti del digitale. Emergono però dati non omogenei in base ai diversi settori analizzati: + 5% per la tv, + 2% per la radio (+1,2% solo nel mese di maggio), + 8% per il web che, grazie a search e social, annulla il -1,9% inizialmente rilevato. Bene anche il cinema (+18,6%) e il transit (+9,3%). In calo l’out of home tv (-10,1%) e soprattutto la carta stampata che da gennaio a maggio fa registrare una perdita complessiva del 4,7% % per i quotidiani (-10,6% nel mese di maggio) e de...

Editoria, ricavi ancora in calo mentre i colossi del web crescono

Continua il calo di fatturato dei media tradizionali in Italia. Se Facebook e Google crescono, infatti, tv, giornali e siti editoriali sono calati nel 2015 dell’1,2 per cento, passando da 14,378 miliardi del 2014 a 14,207 miliardi. In questo quadro Tv e radio occupano la fetta molto maggiore della metà (8,501 miliardi, +0,8 per cento, di cui 4,5 miliardi per la tv in chiaro). In particolare oltre il 90 per cento dei ricavi viene diviso tra Sky (32,5 per cento del totale), Mediaset (28,4 per cento) e Rai (27,8 per cento). Mentre i cartacei continuano a perdere posizioni (3,998 miliardi, -7.5%), anche se i quotidiani se la passano un po’ meglio – meno peggio – della media (2 miliardi, meno 4,7 per cento) e cresce Internet (1,708 miliardi, +5,2%), anche se tutto l̵...

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