Esteri

Libertà di stampa, pronti alla mobilitazione europea

Contro ogni forma di bavaglio e intimidazione serve la mobilitazione di tutti i giornalisti europei. Allo stesso tempo, occorre fare fronte comune per affrontare le sfide della rivoluzione digitale e per evitare che gli spazi di libertà si riducano anche a causa delle grandi trasformazioni in atto negli assetti proprietari di giornali e televisioni. L’assemblea della Federazione europea dei giornalisti (Efj), che ha concluso la sua tre-giorni a Bucarest, rilancia i temi della libertà di espressione e del diritto dei cittadini a essere correttamente informati, sempre più a rischio di indebolimento in tutto il mondo. La Fnsi ha partecipato all’assise con una delegazione composta dal segretario generale Raffaele Lorusso e dai segretari aggiunti Anna Del Freo e Carlo Parisi. L̵...

Turchia, giornalisti liberi! L’appello della Federazione internazionale

Le istituzioni internazionali si mobilitino per la liberazione degli oltre 150 giornalisti turchi in carcere. L’appello, rivolto in particolare all’Unione europea, è contenuto nella risoluzione approvata all’unanimità dal comitato esecutivo della Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj), riunito a Mosca. Alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, nel documento viene espressa solidarietà ai giornalisti turchi e si sottolinea che «la Turchia è diventata il più grande carcere del mondo per i giornalisti». L’esecutivo mondiale del’Ifj, nel quale il sindacato dei giornalisti italiani è rappresentato dal segretario generale Raffaele Lorusso, «saluta – si legge nella mozione – la Giornata di mobilitazione contro il bavaglio turc...

Stampa italiana “parzialmente libera”, così dice il report di Freedom House

«Parzialmente libera. Così il Report 2017 di Freedom House sulla libertà di stampa nel mondo etichetta la situazione in Italia, confermando le criticità strutturali dell’informazione nel nostro Paese: gli irrisolti conflitti di interessi, il perdurante controllo politico sulla Rai, la debolezza delle normative antitrust, le minacce continuate e ripetute da parte della politica, ma anche della criminalità organizzata, nei confronti dei cronisti e del diritto di cronaca: minacce fisiche, verbali e sotto forma di “querele temerarie”». Il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, commentano così i dati del rapporto pubblicato oggi dalla prestigiosa organizzazione, che assegna al Belpaese il punteggio di 31 su 100, dove zero è il massimo della libert...

Libertà di stampa nel mondo, l’Italia risale al 52° posto nella classifica di Reporter senza frontiere

Migliora la situazione della libertà di stampa in Italia, che risale dal 77° posto del 2016 all’attuale 52^ posizione nell’annuale classifica stilata da Reporter senza frontiere, appena pubblicata. L’Italia – si legge nella presentazione del Rapporto – ha risalito 25 posizioni dopo l’assoluzione di diversi giornalisti, tra cui i due imputati nel processo VatiLeaks2, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, ma continua ad essere uno dei Paesi europei dove si verifica il maggior numero di casi di minacce ai giornalisti da parte della criminalità organizzata. «Sei giornalisti italiani – spiega il focus sull’Italia – sono ancora sotto protezione della polizia 24 ore su 24 a causa delle minacce di morte subite, principalmente, dalla mafia o da altri gruppi criminali. Il livello di violenza contro...

Libertà di stampa, il 2 maggio la Fnsi torna in piazza per dire #NoBavaglioTurco

«Quello di Gabriele Del Grande, fermato al confine con la Siria il 9 aprile scorso, è soltanto l’ultimo caso di diritti violati in Turchia. In primo luogo il diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni, garantito dalle convenzioni internazionali, e il diritto di informare ed essere correttamente informati, pilastro di ogni ordinamento democratico». Lo affermano, in una nota, il segretario generale e il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. «Sono circa 150 – proseguono – gli operatori dei media detenuti in Turchia. Un triste primato che rende quel Paese “il più grande carcere a cielo aperto per i giornalisti”. Per questo, alla vigilia della Giornata mondiale della libertà di stampa, la Fnsi, insieme con Amnesty Internat...

#IoStoConGabriele, l’appello dei giornalisti apre il festival Link

Si è aperta con l’appello per la liberazione di Gabriele Del Grande letto dal presidente Giulietti la tre giorni di Link – Premio Luchetta incontra, al via oggi a Trieste. «Chiediamo che Gabriele sia rimesso in libertà e possa presto tornare a casa», ha detto il presidente della Fnsi, citando la lettera consegnatagli dall’avvocata Alessandra Ballerini, legale di Del Grande (e della famiglia Regeni). La lettera chiede ai cittadini e ai giornalisti di far proprie queste istanze nei confronti delle istituzioni italiane e delle autorità turche: che un medico di fiducia dell’ambasciata italiana possa visitare Gabriele e verificare le sue condizioni di salute; che l’avvocato turco di fiducia di legali e familiari, che si è già recato a Mugla per incontrare Gabriele, sia messo n...

Gabriele Del Grande in sciopero della fame, la Fnsi alle autorità italiane: intervenite

La Federazione nazionale della stampa italiana raccoglie l’invito alla mobilitazione, arrivato direttamente dal carcere turco, di Gabriele Del Grande, che da questa sera ha deciso di iniziare uno sciopero della fame. «Come abbiamo fatto sin dal primo momento, chiediamo con ancora più forza alle autorità italiane di porre con raddoppiata energia la richiesta di liberazione di Gabriele Del Grande, fermato solo e soltanto per aver tentato di svolgere il suo mestiere. Ma evidentemente il libero esercizio del diritto di cronaca in Turchia non è più consentito, né ai giornalisti turchi, circa 150 in galera, né a chiunque altro», affermano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti. «Domani – proseguono –, in occasione del Congresso straordinario di r...

#Freethemall, rilanciamo anche in Italia la campagna per liberare i giornalisti turchi

ree them all, liberi tutti. È partita dalla Germania la campagna che chiede la liberazione di tutti i giornalisti in carcere in Turchia. 191, secondo fonti della “resistenza” turca citate da Roberto Reale in un intervento pubblicato sul sito Articolo21 in cui chiede ai media italiani di rilanciare la mobilitazione. 142, secondo le stime della Federazione europea dei giornalisti. «Non lasciate soli i giornalisti e le giornaliste della Turchia», aveva chiesto appena qualche giorno fa la collega Ceyda Karan, ospite in Fnsi per l’incontro organizzato alla vigila della Giornata internazionale della donna dalla Commissione pari opportunità del sindacato dei giornalisti italiani. La stampa italiana ha parlato nelle scorse settimane di Deniz Yucel, il corrispondente tedesco di Di...

Nuova stretta alla libertà di stampa in Turchia, la Fnsi: governo e Ue intervengano

«Quanto sta accadendo in Turchia, dove il direttore del quotidiano Hurriyet è stato costretto a dimettersi, il corrispondente del giornale tedesco Die Welt è in stato di arresto e i colleghi americani continuano a subire restrizioni alla libertà di movimento, conferma le peggiori preoccupazioni». Il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, commentano così l’ultimo giro di vite a danni dei giornalisti al lavoro in quel Paese. «Ribadiamo – proseguono – la solidarietà dei giornalisti italiani, che in più occasioni hanno già promosso manifestazioni a sostegno della libertà di informazione in Turchia, e rilanciamo la richiesta di un incontro urgente con la presidenza del Consiglio dei ministri per poter consegnare gli appelli delle associazioni inte...

CHIEDIAMO LIBERTA’ IN TURCHIA. Due giornalisti licenziati per un’opinione politica

Il quotidiano Posta e l’emittente Kanal D, media appartenenti al gruppo turco Dogan, hanno annunciato il licenziamento di due giornalisti “colpevoli” di aver espresso la propria contrarietà alla riforma della costituzione, che prevede il passaggio al sistema presidenziale, su cui la Turchia è chiamata a votare nel referendum del prossimo 16 aprile. Irfan Degirmenci è stato licenziato dal canale televisivo Kanal D dopo aver twittato che avrebbe votato “No” al Referendum. L’agenzia Dogan ha motivato il licenziamento adducendo la motivazione di una “violazione del principio di imparzialità”, una linea da cui i media del gruppo non vogliono discostarsi. L’editorialista di Posta, Hakan Celenk, è invece stato licenziato aver espresso le sue p...

Grecia, i due giornali più antichi del Paese a rischio chiusura per motivi economici

La scure della crisi economica torna ad abbattersi sul mondo dell’informazione greca. I due giornali più antichi del paese, “To Vima” e “Ta Nea”, sono infatti tra le pubblicazioni a rischio chiusura in seguito alle difficoltà finanziarie dell’editore, il Gruppo Editoriale Lamprakis, che sabato scorso ha annunciato l’imminente fine delle pubblicazioni. Chiusura contro cui si è schierato il sindacato greco dei giornalisti che, con il sostegno della Federazione europea (Efj) e della Federazione internazionale (Ifj), ha chiesto alla media company di prendere tempo per negoziare una soluzione a lungo termine. «A rischio – si legge sul sito web della Efj – ci sono i posti di lavoro di 500 operatori dei media, fra cui 250 giornalisti, che aspettano ancora gli stipendi degli ultimi 6 mesi e che ne...

Libertà di stampa, Rsf: sono 348 i giornalisti in carcere nel mondo

Sono 348 in tutto il mondo i giornalisti attualmente in carcere, tenuti in ostaggio o scomparsi: il 6% in più rispetto al 2015. Di questi oltre 100, tra reporter e operatori dei media, sono detenuti nelle carceri turche, con un’impennata degli arresti del 22% dopo il fallito colpo di Stato dello scorso luglio. Sono alcuni dei numeri contenuti nel Rapporto 2016 di Reporter senza frontiere sui giornalisti imprigionati, tenuti in ostaggio o scomparsi. Numeri che segnano un drammatico aumento delle incarcerazioni di giornalisti. Sempre in Turchia – prosegue la presentazione del rapporto di Rsf – centinaia di giornalisti hanno dovuto e devono fare i conti con il crescente autoritarismo del presidente Erdogan e sono sotto processo con l’accusa di “aver insultato il presidente” ...

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