Numeri

Quitidiani in crisi anche in Uk: il New Day chiude in solo due mesi

Ancora una testata che chiude, nel ricco mondo aglosassone. Stavolta a lasciare le edicole (anche quelle digitali) è il New Day, che non ha retto all’impatto con un mercato (tra copie e pubblicità) sempre più asfittico nonostante il tentativo di fare un prodotto diverso dagli altri (prezzo popolare, grafica particolare, temi non solo leggeri). Domani il quotidiano sarà stampato per l’ultima volta, dopo soltanto due mesi di attività e dopo oltre dieci anni che in Inghilterra non si vedeva un nuovo giornale cartaceo. “Siamo delusi, le vendite sono rimaste al di sotto delle nostre aspettative”, si legge in una nota dell’editore Trinity Mirror (a cui fa capo anche il tabloid filo-laburista Daily Mirror). Ma i numeri parlano più delle parole: l’obiettivo era ...

Facebook, 3 milioni di aziende pagano per la pubblicità

Sono 50 milioni le aziende in tutto il mondo presenti su Facebook, e di queste ben 3 milioni pagano il social network per l’advertising. La crescita annuale è del 50 per cento, e l’Italia nel contesto mondiale fa la parte del leone, confermandosi uno dei territori più favorevoli del mondo. A diffondere questi dati è stato il country manager per l’Italia di Facebook Luca Colombo, durante la tappa italiana del road show “Boost Your Business”, organizzato per promuovere Facebook e Instagram. “In Italia l’87% dei presenti su Facebook, 22 milioni al giorno, ha una connessione con una Pmi. Ci sono grandi opportunità che dobbiamo sfruttare”, ha sottolineato Colombo. PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ (BIBLIOTECA DI EBOOK SUL GIORNALISMO, CONVENZIONI, FO...

Copie digitali, non le vende (quasi) nessuno

I dati delle copie digitali vendute on line sono ridicoli per la maggior parte degli editori italiani. Le eccezioni sono ben poche, e tra queste spiccano gli economici come Il sole 24 ore (226.822 abbonamenti digitali a gennaio 2016) e Italia Oggi (16.549). Tutti gli altri – secondo i dati diffusi da Prima Comunicazione – si devono accontentare delle briciole in relazione alle copie cartacee vendute. Da segnalare in particolare il crollo del Fatto quotidiano, che si è quasi dimezzato passando da 9.086 copie a 4.626. Molto male anche il Resto del Carlino (2.333, -38,22) e la Nazione (1.160, -48,72%). Bene il Quotidiano di Sicilia, l’unico a crescere in doppia cifra, che passa da 4.59 copie a 5.878 (+23,51%). PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ (BIBLIOTECA DI E...

Come si pagano i giornalisti se mille visite valgono un euro?

Come si pagano i giornalisti se mille visite valgono forse un euro? E’ questa la domanda su cui – da giorni, mesi, anni nel caso dei più lungimiranti – si sta arrovellando la categoria dei giornalisti, vittima di una crisi che da tempo colloca la professione del reporter tra le peggiori in assoluto perfino negli Stati Uniti. Oggi un sito d’informazione – blog o testata registrata, poco cambia – a tarife di mercato può guadagnare mediamente dai 50 centesimi ai 3 euro (ma si tratta di casi rarissimi) ogni mille impression (Cpm), ovvero ogni mille visualizzazioni. La media è molto sotto un euro. Questo significa che oggi un giornalista – se l’editore gli girasse in toto i suoi proventi o se il giornalista fosse l’editore di se stesso ̵...

Giornalisti gratis? Da Mediaworld si pagano 4 euro per scaricare una app

Questa foto la dedichiamo a tutti quelli che pensano di poter chiedere ai giornalisti (nei giornali o negli uffici stampa) di “lavorare gratis” o in cambio di non si sa quali benefit. Da MediaWorld scaricare una app sul telefono costa 4 euro. Più di quanto viene pagata una notizia breve da molti grandi gruppi editoriali italiani. PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ (BIBLIOTECA DI EBOOK SUL GIORNALISMO, CONVENZIONI, FORUM E ALTRO) REGISTRATEVI CLICCANDO QUI! PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ (BIBLIOTECA DI EBOOK SUL GIORNALISMO, CONVENZIONI, FORUM E ALTRO) REGISTRATEVI CLICCANDO QUI!

Libertà di stampa, l’Italia è fanalino di coda in Europa

La libertà di stampa è peggiorata quasi ovunque nel 2015. A dirlo è l’annuale indagine di Rsf (Reporter senza frontiere), appuntamento ormai fisso per il mondo dell’informazione dal 2002. Nella classifica, in particolare, l’Italia perde ancora posizioni, scendendo al 77esimo posto (meno quattro) e si attesta agli ultimissimi posti dell’Europa, seguta solo da Cipro, Grecia e Bulgaria, con forti difficoltà sono sopratutto per i giornalisti che si occupano di corruzione e criminalità organizzata. Per il resto l’Europa si conferma l’area in cui i media operano in condizioni più libere. Per la prima volta dale 2002, inoltre, l’Africa (con criticità nel Nord e in Medio Oriente, anche se la Tunisia guadagna 30 posizioni) presenta mediamente condizioni mig...

La pubblicità cresce, ma non sui giornali di carta!

A febbraio il mercato degli investimenti pubblicitari ha tirato un respiro di sollievo, crescendo del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2015 e confermando il trend posiivo di gennaio. A dirlo i dati dell’osservatorio sui media di Nielsen. Ma i numeri confermano una fotografia in chiaroscuro del mondo dei media: la tv infatti cresce del 7,8 per cento, seguita a ruota dalla radio con un più 5,9 per cento, mentre i periodici migliorano solo dell’1,1 e i quotidiani continuano a calare vistosamente (meno 4,7 per cento). Discreta la crescita di internet, più 4,1 per cento. Ma al dato andrebbero comunque aggiunti i numeri legati ai social, non monitorati di Nielsen. PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ (BIBLIOTECA DI EBOOK SUL GIORNALISMO, CONVENZIONI, FORUM E AL...

Il giornalista? Secondo gli americani è il peggior lavoro possibile

Il peggior lavoro possibile? Secondo gli americani è il giornalista, a dirlo è il sito Careercast.com nell’ambito dell’annuale ricerca che prende in considerazione – incrociandole – le implicazioni emozionali e psicologiche, i guadagni, le prospettive e gli elementi di stress. In questo quadro, il reporter è risultata la professione peggiore a causa del declino delle pubblicazioni cartacee e alle pessime prospettive di mercato e di lavoro per i colleghi. Anche sul fronte dei redditi il declino è netto: la media negli Usa è di 37.200 dollari, con un calo tendenziale del 9 per cento. Circostanze che consegnano ai giornalisti il triste primato, per il terzo anno di fila. A QUESTO LINK IL DETTAGLIO E LE MOTIVAZIONI PER ACCEDERE AI SERVIZI GRATUITI DELLA COMUNITA’ ...

Media, perfino i giornali svizzeri perdono copie

Perfino i giornali svizzeri perdono lettori. A dirlo, come riportato da un articolo del sito Swissinfo.ch, è la ricerca annuale pubblicata dall’istituto di Ricerche e studi dei media pubblicitari (REMP). I dati evidenziano cali anche superiori al 10 per cento tra i 2015 e il 2016: numeri che stupiscono, visto che la Svizzera ha il secondo tasso di lettura più alto al mondo dopo il Giappone. Dalla ricerca emerge una forte riduzione per i due grandi quotidiani popolari del paese. Nella Svizzera francese “Le Matin” ha perso 21mila lettori ed è ora fermo a 275mila, mentre ella Svizzera tedesca, il “Blick” ne ha persi 38mila e ne conta attualmente 617mila. Per quanto riguarda i giornali regionali, invece, il calo è sensibile nella Svizzera romanda, mentre la situazione è più stabile nella Svizz...

La grande sfida per comprare Yahoo. Scende in campo il «Daily Mail»

Segnaliamo l’articolo di Giuliana Ferraino pubblicato sul Corriere.it oggi. DI SEGUITO IL TESTO INTEGRALE E’ un mondo alla rovescia: l’editore del sta valutando di comprare Yahoo, il pioniere dei motori da tempo in difficoltà, insieme a un gruppo di fondi di private equity. Il vecchio (inglese) che si compra il nuovo (californiano). Il negoziato è «appena all’ inizio», ha precisato l’ azienda britannica, che punta a conquistare soprattutto la parte news e media della società di Sunnyvale, per rafforzare la sua quota sul mercato digitale negli Stati Uniti. E «non v’ è certezza che la transazione andrà a buon fine». Anche perché tra la quarantina di pretendenti interessati alla società Internet californiana figurano il gruppo americano delle tlc Verizon, c...

Fatturati, persino internet è in calo. Ma è boom sul Mobile

Perfino internet è in passivo. I numeri diffusi recentemente dall’Osservatorio Fcp-Assointernet (Fcp-Federazione Concessionarie Pubblicità) parlano di una crisi dell’editoria fortissima, che coinvolge anche il web. A febbraio, infatti, rispetto allo stesso periodo del 2015 sono crollati anche i fatturati sul web: meno 1,7 per cento. In compneso crescono quelli di Mobile, che balza in avanti del 200 per cento, di Tablet, più 39,5 per cento, e diSmart TV/Console, più 117,8 per cento.

Febbraio, un altro mese pessimo per la pubblicità su carta

CarI fatturati pubblicitari dei giornali sono ancora in calo. Lo dice l’Osservatorio Stampa Fcp, che evidenzia come i quotidiani abbiano registrato un calo del fatturato dell’1,9 per cento rispetto all’anno precedente. A crollare è stata in particolare la rubricata (meno 14,2 per cento), mntre la commerciale nazionale è cresciuta del 4,8 per cento (meno 1,6 per la locale). Male anche i periodici (meno 4), i settimanali (meno 4,4) e i mensili (meno 4). SCARICA I DATI COMPLETI A QUESTO LINK    

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